La sostenibilità non va in vacanza

Mettiamoci l’anima in pace: viaggiare non è sostenibile. Il turismo sostenibile non esiste, ma esiste il turismo responsabile.

Non è un vezzo linguistico, spiega Marieke Eyskoot nel suo “This is a good guide”, ma è il presupposto essenziale che tutti dobbiamo avere bene in mente quando partiamo per un viaggio.

Sempre nel libro di Marieke si legge che il 15% dell’impatto ambientale del turismo deriva dall’alloggio, ma la parte più grande, che va dal 75% al 95%, viene dai trasporti.

Il libro, che vi consiglio vivamente, anche se al momento è disponibile solo in inglese, sviscera la questione ecoturismo toccando diversi punti, anche molto pratici, per esempio suggerendo alcuni siti di riferimento per pianificare al meglio le vostre vacanze green. Ve ne riporto qui alcuni: GreenHoliday (in Europa), Fair Trade Tourism (in Africa), Ethical Traveller, Go Green Travel Green, Sustainable Travel International, Green Key e Ecolabel (per certificazioni hotel), Eco Camping e EcoBnB (quest’ultimo l’ho aggiunto io).

Per compensare l’emissione di CO2 dei vostri spostamenti (ne ho parlato anche alcune storiesu IG che trovate in evidenza) potete invece dare un’occhiata a: GreenSeat, Greenfleet, Atmosfair, ClimateCare o NativeEnergy.

Possiamo quindi fare del nostro meglio per informarci ed essere consapevoli nella scelta delle noste mete, dei mezzi con cui viaggiare, delle strutture in cui alloggiare e ristorarci.

E c’è una buona notizia! L’Italia si piazza non solo tra i paesi preferiti dai turisti per la sostenibilità ma anche gli stessi italiani sono in buona percentuale interessati e proattivi.

Ma andiamo con ordine.

Secondo il monitoraggio di Enit – Agenzia Nazionale del Turismo i viaggiatori stranieri prediligono l’Italia come meta ecoturistica. E a ragione: “Più di 20 spiagge no smoke e plastic free, ben 385 Bandiere Blu che attestano la qualità delle nostre coste, il 4,6% in più rispetto al 2018. Centinaia le iniziative regionali a tutela di territori, parchi naturali e riserve marine. Tutte le Regioni stanno lavorando su questa tematica, da nord a sud.”

Trentino e Valle D’Aosta sono sempre più carbon free, offrono strutture  con certificazioni Ecolabel, propongono itinerari green con auto elettriche in sharing e ospitano eventi a marchio Going Green Event.

L’Emilia Romagna ha il più alto numero di Eco-Spiagge Legambiente, seguita dalle altre regioni costiere. Sempre in Emilia ha preso il via il progetto Woof (World-Wide Opportunities on Organic Farms) che permette ai turisti di sperimentare la vita rurale e di frequentare i mercati contadini a km zero e di stagione.

In tutto il Bel Paese sono stati tracciati nuovi percorsi stradali bike friendly, bellissimo in particolare il progetto di rinnovo urbanistico della Liguria che ha convertito vecchie linee ferroviarie in piste ciclabili.

Altri esempi sostenibili li troviamo in Sicilia, che aderisce alla campagna “Consume Less”, e in Toscana che sale sul podio come la prima regione plastic free ed è anche leader nel progetto europeo Mitomed+ per un turismo costiero e marittimo sostenibile e responsabile nel Mediterraneo.

Infine l’Abruzzo, considerata la regione verde d’Europa, vince su tutti per il grande patrimonio di biodiversità.

Ma ora diamo un occhio agli italiani viaggiatori.

Il 9° Rapporto “Gli italiani, il turismo sostenibile e l’ecoturismo” realizzato dalla Fondazione UniVerde ci fornisce una bella panoramica sui nostri connazionali: “Cresce all’81% (+3% rispetto alla scorsa ricerca) la percentuale sul livello di conoscenza della definizione di “turismo sostenibile” inteso come quello che rispetta l’ambiente e cerca di ridurre il consumo di energia e di risorse del territorio”.

Il Presidente della Fondazione UniVerde, Alfonso Pecoraro Scanio, in occasione della presentazione del Report al convegno “Turismo e sostenibilità: le sfide per l’Italia”, ospitato da Palazzo Naiadi e organizzato dalla stessa Fondazione, insieme al Touring Club Italiano dichiara: “Un turismo #PlasticFree è possibile e i dati del 9° Rapporto ce lo confermano. Il 75% degli italiani, infatti, preferisce strutture ricettive che non utilizzano plastiche monouso e l’80% si dichiara preoccupato dell’impatto che l’utilizzo della plastica monouso ha sull’ambiente tanto da considerarla un’emergenza cui si deve porre rimedio. Bisogna quindi investire sul turismo sostenibile anche con incentivi ad hoc per sviluppare le imprese eco-turistiche e per ristrutturare i settori dell’ospitalità italiana”. 

Un altro dato importante è che per il 98% degli italiani “il vincolo di sostenibilità per un’area turistica rappresenterebbe una necessità o un’opportunità di crescita per il suo sviluppo economico”.

C’è maggior consapevolezza in generale sull’impatto che un turismo irresponsabile può causare a tutto il Paese (56%). Quasi la metà degli intervistati si dichiara disposto a spendere tra il 10% e il 20% in più per non danneggiare l’ambiente.

Gli italiani preferiscono i B&B famigliari (39%) e gli agriturismi (34%) piuttosto che i grandi complessi alberghieri. Prestano attenzione se la struttura è alimentata a pannelli fotovoltaici e se il menù è biologico e km zero.

Per quanto riguarda gli spostamenti il 65% preferisce già il treno all’aereo e sempre il 65% rinuncerebbe all’auto se i mezzi di spostamento in treno e bus garantissero una facile raggiungibilità della meta.

Qui potete visionare il rapporto completo.

Un’altra ricerca su scala mondiale, quella di Criteo sui Green Traveller, fa un ulteriore spaccato dei viaggiatori e dichiara che la Gen Z e i Millenials sono senza dubbio le generazioni maggiormente consapevoli (su tutti i più bravi sono i ragazzi tedeschi).
Purtroppo evidenziano anche che i Green Traveller sono ad oggi una minoranza, ma hanno anche molto potere (se trovano una sistemazione ecologica soddisfacente soggiornano fino a 3 notti in più rispetto a un viaggiatore non green): “Il settore dei viaggi sentirà sempre più l’esigenza di interessare i giovani viaggiatori con modalità earth-friendly.”

Non mi resta che augurarvi buone vacanze green! La sostenibilità non va in vacanza, ma il blog sì 🙂 Mi prenderò un pausa di qualche settimana! Ci rivediamo a fine agosto!

Published by Le citazioni della fè

Sostenibilità in pillole

4 thoughts on “La sostenibilità non va in vacanza

  1. Articolo molto interessante, non conoscevo Ecobnb! Nel valutare il turismo più sostenibile sarebbe utile pensare anche all’impatto sulle comunità e non solo a quello ecologico, leggo che molti dichiarano di essere disposti a spendere di più per strutture che rispettano l’ambiente, ma poi quanti scelgono airbnb che ha un impatto drammatico sui centri storici e i suoi abitanti? Io spero davvero che ci sia sempre più consapevolezza riguardo al nostro modo di viaggiare.

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    1. Ciao Bianca, felice che ti sia piaciuto l’articolo e che così tu abbia scoperto Ecobnb! Il problema sociale di Airbnb lo solleva proprio anche l’autrice nel suo libro This is a good guide: io penso che la maggior parte delle persone non pensi nemmeno che questo sistema vada ad impoverire il tessuto sociale già precario, andando invece ad arricchire quartiere e persone già benestanti. Io stessa l’ho scoperto leggendo questa guida. Credo sia bene parlarne e diffondere queste informazioni! Grazie ancora!

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