Cos’è un marketplace sostenibile?

Ho sempre acquistato zerowaste da negozi specializzati ma da poco ho scoperto il mondo dei market place sostenibili e della loro funzione di give back. Si tratta di piattaforme cross categoria e cross brand che vendono prodotti selezionati che ti offrono la possibilità, in fase di finalizzazione del carrello, di donare parte del ricavato a una onlus impegna nell’ambito ambientale o sociale. Insomma: due piccioni con una fava!

Oggi conosciamo da vicino uno di questi marketplace, Mangrovia, di cui ho avuto il piacere di conoscere il cofounder Gabriele, a cui ho posto qualche domanda. Innanzitutto grazie Gabriele per essere qui con noi e… bè direi di cominciare subito!

Ci racconti un po’ di Mangrovia?

Gabriele: Mangrovia è un Marketplace di prodotti sostenibili dove puoi effettuare gli acquisti di tutti i giorni, riducendo significativamente il tuo impatto eco-sociale, essendo sicur* che ciò che compri sia davvero sostenibile. Puntiamo ad offrire ai nostri clienti una gran varietà, trasparenza e un’esperienza che li/le soddisfi a 360 gradi.

Grazie al nostro modello di Marketplace, infatti, qualunque marchio (che rispetta i nostri valori) potrà registrarsi come rivenditore su Mangrovia: questo a lungo termine garantirà ai clienti una grande varietà di prodotti grazie alla quale non ci sarà più la necessità di accettare compromessi sui prezzi: troverai la fascia più adatta a te e alle tue tasche.

Raggiungere la varietà non ci farà abbassare la guardia, sappiamo quanto siano importanti le informazioni sui prodotti e la trasparenza, per questo stiamo lavorando a diverse funzionalità che faranno risparmiare tempo e ansie da greenwashing ai nostri clienti.

Inoltre, stiamo lavorando a delle caratteristiche davvero particolari per i nostri pacchi, che rendano l’acquisto un vero piacere e che non facciano dimenticare mai di Mangrovia a chi entra a far parte della nostra famiglia, ma al momento sono cose top secret, ancora non posso dire di più!

Da dove è nata l’idea di Mangrovia?

G: Mangrovia è nata dalla mia crescita personale, da una presa di coscienza. Ѐ iniziato tutto a settembre 2019 da uno dei viaggi più importanti della mia vita. Ero a San Diego per partecipare alla conferenza di Twitch, la piattaforma di streaming online per cui lavorava come streamer la mia ragazza, Carolina. Sono innamorato di Twitch e dei videogiochi, lo sono da sempre.

Ho iniziato a girare tra gli stand parlando con sviluppatori di videogiochi, applicazioni e brand di gaming. Tra i tanti ci siamo affacciati a quello di PlanetZoo, un videogioco che ti permette di creare uno zoo virtuale, dove mi regalarono una bottiglia riutilizzabile in acciaio INOX. Ai tempi lavoravo ancora ad IBM come programmatore e, una volta tornato a Roma (con letteralmente una valigia a parte per i gadget ricevuti), grazie alla bottiglia ho iniziato a rendermi conto della plastica che acquistavo. Acquistavo 3/4 bottigliette di plastica al giorno solo a lavoro, facendo un breve calcolo se avessi smesso di comprarle avrei potuto risparmiare più di 10 kg di plastica all’anno cambiando solo un’abitudine. Potete giurarci che l’ho fatto.

Così mi sono avvicinato al tema della sostenibilità e ho cominciato a guardare con un occhio diverso tutto ciò che acquistavo o che avevo in casa. Chi mi conosce lo sa, sono un grande nerd. Come tale mi sono informato ed educato sul tema, ho imparato tante cose e mi sono messo all’opera.

Cercando degli shop sostenibili online, infatti, non ho trovato risultati soddisfacenti: tuttora sono poco trasparenti riguardo le informazioni del prodotto e della sua effettiva sostenibilità, inoltre gli acquisti per quanto fossero di prodotti sostenibili rimanevano il classico acquisto online e non avevo idea dell’effettivo contributo che apportavo comprando quei prodotti. 

Chi sono le persone dietro Mangrovia?

G: Ho conosciuto Mauro, Francesco e Giulia durante un corso per startup che stavo frequentando nel tempo libero. Nei mesi successivi ho lasciato il tanto aspirato posto fisso del mio vecchio lavoro per dedicare anima e corpo a Mangrovia insieme ai membri rimasti nel team: Mauro e Francesco, che mi hanno aiutato a portare Mangrovia dove si trova oggi. 

Mauro ha un background in matematica e finanza ed è un freethinker. Francesco, invece, ha un background in economia ambientale ed ha un carattere più timido, ma con il passare del tempo abbiamo imparato a conoscerci e ha dimostrato di saper portare risultati a casa. Io invece ho un background come programmatore, mi piace inventare e costruire cose da quando sono piccolo, sono un creativo. Mi ritengo una persona empatica, coraggiosa e resiliente.

3) Quali sono i valori su cui si fonda questa realtà? 

G: Le radici principali della nostra Mangrovia sono: Trasparenza, Sostenibilità ed Educazione. 

Per quel che riguarda la Trasparenza stiamo adottando tecnologie come la Blockchain per dare la possibilità ai nostri produttori di certificare in maniera immutabile le documentazioni dei loro processi produttivi su Cardano, una Blockchain ad alta efficienza energetica impegnata su vari temi della sostenibilità. Stiamo inoltre lavorando ad un algoritmo proprietario per valutare con un punteggio la sostenibilità dei prodotti che vendiamo, basato su parametri come i materiali/ingredienti utilizzati, la provenienza e altri fattori che incidono sulla sostenibilità dell’acquisto. 

La Sostenibilità, in tutti i suoi aspetti, rimane il fulcro delle nostre operazioni. Oltre a vendere esclusivamente prodotti sostenibili infatti, devolviamo il 3% del totale dei nostri ordini ad una no-profit/onlus scelta dal cliente proprio durante il checkout. Siamo inoltre attivi con attività di retake e supportiamo diverse cause.

Siamo fermamente convinti che l’Educazione abbia un ruolo fondamentale nel percorso di individui e organizzazioni, proprio per questo è uno dei temi su cui lavoreremo maggiormente. Al momento siamo molto attivi su Instagram dove non pubblichiamo solamente materiale relativo alla nostra startup come marketplace, bensì educhiamo le persone su tematiche poco trattate, portiamo news ambientali e aiutiamo nella transizione verso uno stile di vita più sostenibile.

In base a quali criteri vengono selezionati i fornitori

G: Accettiamo solo quelle realtà che condividono a pieno i nostri valori, che vendono prodotti rispettosi di chi li usa, dell’ambiente e dei lavoratori. Per quello che riguarda i prodotti le restrizioni sono svariate, in primis quelle sulla plastica: accettiamo prodotti che contengono plastica esclusivamente se il prodotto è pensato per durare (anni) e non essere buttato subito dopo l’utilizzo. L’algoritmo su cui stiamo lavorando oltre ad aiutarci con la trasparenza dei prodotti ci aiuterà a scegliere i rivenditori/produttori in maniera quasi del tutto automatica.

Penso che continuare ad utilizzare i materiali e le soluzioni del passato con tutte le possibilità che si hanno oggi sia solo una scusa dei brand per non cambiare i loro attuali processi produttivi e magari guadagnare qualche centesimo in più a prodotto.

Accennavi prima alla possibilità di devolvere il 3% a una onlus: ci spieghi come funziona questa parte? Quali sono le associazioni che avete a bordo?

G: Stiamo lavorando sodo per creare una realtà davvero diversa dalle altre, una delle prime funzioni che abbiamo sviluppato infatti è quella del 3% Giveback: doniamo il 3% di ogni ordine ad una no-profit scelta dal cliente durante il checkout. Non bisogna fare altro che aggiungere i prodotti al carrello, arrivare al checkout e scegliere la categoria che si vuole supportare, a questo punto si avrà una stima del contributo che abbiamo apportato con il nostro acquisto.

Le Mangrovie supportano la vita nell’acqua grazie alle loro radici, la vita al di fuori grazie ai loro rami, le persone proteggendo i villaggi dalle mareggiate. Ci siamo ispirati a questo concetto quando abbiamo scelto le categorie del 3% Giveback: Riforestazione, per assorbire CO2, supportare la biodiversità e le comunità locali; Pulizia delle acque, per ridurre l’inquinamento da plastica presente nei nostri mari; Educazione, per promuovere progetti che educhino le persone sui cambiamenti climatici e le tematiche ambientali.

Abbiamo scelto di collaborare inizialmente con una no-profit per ogni categoria: Tree-nation, una delle più grandi no-profit al mondo per la riforestazione, anche se stiamo valutando proprio in queste settimane di virare verso un progetto italiano; Plastic Free Onlus, la più grande associazione in Italia che si occupa di combattere l’inquinamento da plastica. Di Plastic Free ci ha colpito particolarmente la loro capacità di riuscire ad unire le persone in eventi di retake/cleanup a dir poco pazzeschi.

Ultima, ma non per importanza, Terralab, la onlus per la tutela ambientale di cui sei Responsabile Comunicazione che sicuramente i tuoi lettori già conoscono.

In ogni caso in futuro l’idea è quella di non limitarci a 3 no-profit ma dare la possibilità ai clienti di supportare i progetti più vicini a loro, per farvi un esempio un’acquirente di Bari avrà la possibilità di supportare la onlus che si occupa di pulire le spiagge a Bari. In questo modo si potrà avere un impatto positivo con i propri acquisti sul territorio locale.

Ringraziando di cuore Gabriele per questa intervista, tra le più genuine che abbia condotto qui sul mio blog, vi lascio quindi andare a curiosare su The Mangrovia… e non dimenticatevi il give back al momento del check out!

Foto da Gabriele, The Mangrovia
Foto copertina Pixabay, Patjosse

Published by Le citazioni della fè

Sostenibilità in pillole

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