Adotta un abbandolivo e sostieni Terralab

La Primavera è nell’aria. Ma il 21 Marzo è una giornata molto importante anche per il nostro pianeta: è, infatti, la Giornata Mondiale delle Foreste.

Le foreste, i boschi, gli alberi vengono spesso definiti “i polmoni della Terra”. E in effetti è così. Giusto per dirne una sono in grado di assorbire la CO2 e di produrre ossigeno: pensate che la chioma di un piccolo albero produce la quantità di O2 di cui un uomo ha bisogno ogni giorno.

Ma i benefici degli alberi non finiscono qui: sono un valido alleato contro l’erosione del suolo, ospitano l’80% della biodiversità animale e vegetale, svolgono un ruolo importante nella riduzione alla povertà e sono fonte di sostentamento per quasi 2 miliardi persone.

Rientrano in quei servizi ecosistemici che, per dirla con con le parole del Segretario dell’ONU António Guterres, “vanno dalla purificazione dell’aria e dell’acqua alla produzione di alimenti, medicine e prodotti di legno e carta. Le foreste sostengono bacini idrici essenziali e influenzano il clima globale e i modelli delle precipitazioni.

Grazie alla tutela delle aree boschive e alla gestione sostenibile delle risorse nell’ultimo anno si è registrato un aumento non solo dell’espansione naturale delle foreste, ma anche dell’attività di rimboschimento e piantumazione consapevole.

Oggi vorrei parlarvi infatti di una realtà tutta italiana che si occupa di recuperare olivi abbandonati nella nostra Toscana. Ageroliva è una start-up che nasce con l’obiettivo di preservare il patrimonio agricolo e paesaggistico, ma che offre anche l’opportunità di adottare un ulivo a distanza annualmente e di ricevere l’olio prodotto.

Sono felice di poter rivolgere qualche domanda a Tommaso Dami, fondatore della start up.

Credits to David Boca by Unsplash

Grazie Tommaso innanzitutto, ci parleresti della nascita del progetto Ageroliva? Da chi è composto il team?

Tommaso: La “Società Agricola Ager Oliva SRL” è nata nel 2020 a Pistoia con 2 soci fondatori ufficiali e con 2 stretti collaboratori, che entreranno formalmente solo in un secondo momento, ma che sono le persone che hanno portato il progetto al punto in cui si trova.

Mi presento: io sono Tommaso, ho 30 anni e mi sono laureato in Economia a Firenze con una tesi sul mercato internazionale dell’olio e le frontiere dell’uso delle nuove tecnologie nel campo dell’olivicoltura. Risiedo a Pistoia e sono appassionato di agricoltura e di ambiente da quando mio nonno iniziò ad insegnarmi a fare l’orto e l’olio a 10 anni (abbiamo 172 piante d’ulivo a casa nostra a Pistoia). Sono alla seconda esperienza con una start-up. Ho anche una casa in montagna con un piccolo terreno a Castagneto che ho già recuperato dall’abbandono e che ad oggi è gestito da un’azienda locale.
Ho fondato quest’azienda per riportare la Toscana a produrre le tonnellate d’olio che produceva solo pochi decenni fa, per salvare i paesaggi collinari dall’abbandono e per riportare lavoro in questo bellissimo settore.

Fa parte del team anche Cosimo, 22 anni e diplomato all’Istituto Geometri di Prato (a breve iscritto all’albo). Appassionato di video e di volo da 4 anni, è il nostro Video Maker e Content Creator per le sponsorizzazioni. Anche lui ha una casa in campagna in provincia di Prato ed è molto appassionato di verde e di agricoltura.

E poi abbiamo Ana, 27 anni e laureata in Economia e Commercio internazionale a Puebla (Messico), ha lavorato 2 anni in Volkswagen prima nella divisione logistica e poi come assistente del direttore del reparto di ingegneria e sviluppo. Ama la natura e l’ambiente e spera come tutti noi che questo diventi un progetto a forte impatto ambientale e sociale e che riporti lavoro nel settore dell’agricoltura. 

Dunque il vostro progetto parte da una premessa fondamentale: recuperare gli ulivi abbandonati. Come mai ce ne sono così tanti?

Credits Frank Albrecht by Unsplash

T: I motivi alla base dell’abbandono di questi ulivi risalgono ai cambiamenti sociali degli ultimi decenni per quanto riguarda gli ulivi in terreni non pianeggianti. Mentre, a proposito degli ulivi in pianura, l’abbandono (poco diffuso) riguarda la mancata meccanizzazione della produzione e la sostituzione della tipologia di piante.
I nonni della mia generazione erano soliti dedicare i loro fine settimana e tutto il periodo in cui erano in pensione a coltivare un pezzo di terra con orto ed ulivi per dare prodotti freschi alla propria famiglia.
Queste persone adesso sono ricercate come oro durante il periodo della raccolta, ce ne sono sempre meno.

Perchè è fondamentale recuperare questi ulivi e prendersi cura di loro?

T: Lasciare gli ulivi abbandonati significa perdere innanzitutto parte della produzione di olio d’oliva italiano (l’80% circa dell’olio italiano prodotto finisce all’estero e solo il 20% rimane in Italia), ma è sinonimo anche di: perdita di cultura agricola, di paesaggio e di posti di lavoro, fenomeni che vanno avanti da decenni in Italia e che ci hanno portato a perdere prima il primato mondiale di produttore d’olio e dal 2020 anche il secondo posto, finendo dietro la Grecia. 
Ma soprattutto significa gettare alle spalle la storia millenaria che ha contraddistinto l’Italia nel Mediterraneo prima e nel mondo dopo.
 

Qual è il vostro obiettivo per il 2021?

T: Per il 2021 l’obiettivo è di recuperare almeno 1000 ulivi. Gli ulivi sono tutti in terreni privati che non sono più gestiti dal titolare. Questi terreni sono individuati attraverso sopralluoghi a vista, per passa parola (telefonate di persone che vogliono recuperare colline abbandonate) oppure collaborando con le istituzioni pubbliche e i loro registri agro forestali (es. Banca della Terra, etc).

C’è poi un obiettivo anche ambientale se consideriamo il fatto che ogni anno un ulivo adulto assorbe dai 20 ai 30 kg di CO2.

Ci potresti illustrare nel dettaglio come si articola il processo recuper e quindi di adozione di un olivo abbandonato?

Credits to Roberta Songe by Unsplash

T: Certo. Queste sono tutte le fasi di recupero delle piante e del terreno:

a) Taglio dei pruni infestanti, sfalcio dell’erba e abbattimento degli arbusti nati nel campo
b) Concimazione delle piante
c) Potatura delle piante per riportarle alla loro chioma ideale
d) Trattamenti a base di rame e calce per disinfettare le piante
e) Trattamenti biologici anti mosca ove e quando necessario
f) Raccolta delle olive con mezzi meccanici e conseguente trasporto delle stesse al frantoio atto alla produzione di alta qualità
g) Frangitura delle olive entro le 24h dalla raccolta ed immediato filtraggio dell’olio nelle successive 24h.
h) Stoccaggio dell’olio in tini di acciaio sotto azoto per non far modificare le qualità organolettiche dell’olio d’oliva extra vergine prima dell’imbottigliamento in latte e la spedizione
i) Risistemazione delle fosse limitrofe ed eventuali argini del terreno

Dopo aver effettuato l’adozione, il sostenitore viene contattato per scegliere il nome da inserire nel certificato di adozione e nell’etichetta attaccata alla pianta e dopo questa procedura viene mandata l’email con la posizione esatta ed il numero della pianta. Durante l’anno riceverà email con video e le varie fasi di recupero delle piante, fino alla frangitura. Il ciclo si conclude con la consegna dell’olio a domicilio.

Aggiungo che il terreno è coltivato in maniera biologica e biodinamica, nel rispetto e nella cura delle piante, del terreno e dell’ambiente.

Da questo mese è in atto un collaborazione tra voi e Terralab Onlus, che non sarà nuova ai lettori di questo blog in quanto io per prima faccio parte del suo team. In cosa consiste?

T: Abbiamo scelto di sostenere Terralab Onlus perché il vostro lavoro di sensibilizzazione delle persone al rispetto dell’ambiente è una cosa che mi ha colpito fin da subito. Io quando cammino in campagna vicino casa mia raccolgo sempre le plastiche, le lattine ed i pacchetti di sigaretta che qualche incivile ha buttato.
Per i prossimi mesi parte del ricavato dell’adozione di un olivo sarà quindi devoluto alla Onlus. Potete contribuire a questo progetto cliccando direttamente qui.

Io ringraziodi cuore Tommaso per questa testimonianza, ma in particolare per il lavoro suo e di tutto il team di Ageroliva.

Spero quindi di avervi fatto conoscere una realtà locale che abbia a cuore il nostro pianeta, gli alberi che lo popolano e le nostre tradizioni.

Per qualsiasi domanda sull’adozione a sostegno di Terralab contatteci pure qui.

Credits to The Bialons by Unsplash

Credits photo cover Nazar Hrabovy by Unsplash

Published by Le citazioni della fè

Sostenibilità in pillole

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